Why Facebook and social networks may be a new dot-com bubble

(In Italian)

Ospito volentieri questo articolo di MindSPA http://www.mind-spa.it/2012/05/17/lattenzione-nellera-della-sua-riproducibilita-tecnica/?utm_source=Mindspa+-+una+SPA+per+la+mente, una ottima descrizione della sopravvalutazione del fenomeno social.

 

Marco ha quasi 60mila follower su Twitter. Un po’ li aveva di suo, 50mila li ha comprati per 20$ l’altro giorno.

La sua fanpage su Facebook langue un pochino, giusto qualche centinaio di like. Ma settimana prossima gli arriveranno i 6000 like che ha appena comprato per altri 30$.

Fra 24 ore Facebook si quoterà in Borsa. Ovviamente raccoglierà valanghe di dollari, e quel biondino con l’espressione alla Renzo Bossi diventerà paurosamente ricco. Ma quale valore ha prodotto? A cosa serve, davvero, Facebook? A “mantenere i contatti con le persone importanti per la nostra vita”? A fare amicizie? A cazzeggiare? A vendere?

Facebook serve a vendere Facebook. Sentitevi liberi di sostituire a “Facebook” il nome di una qualsiasi altra piattaforma social e andiamo avanti a parlare per mesi. Sono troppo drastico? Ma se, per bocca del suo Amministratore Delegato, Pinterest non ha nemmeno un business plan!

Il mondo dei cosiddetti social media è una enorme bolla speculativa, a esclusivo uso e consumo di un’industria della pubblicità che vende solo se stessa, in modo quasi completamenteautoreferenziale.

Da quando esite il Web sappiamo che qualsiasi statistica Web è manipolabile a piacere. E i cosiddetti social media non sfuggono.

Le tecnologie per la produzione e il controllo in quantità industriali di identità online fittizie passive (like, follower) o attive (commenti, post) sono così consolidate che il Deparment of Defense statunitense ha emesso un anno fa un bando per la fornitura di “Persona Management Software”, piattaforme per la gestione di profili social multipli da parte di un singolo operatore.

L’intera industria dei social e delle Internet PR si basa sulla finzione che tutto questo sia vero, che i “clic” le “impression“, le “page views“, i “contatti“, i “like”, i “follower” siano reali.

Sappiamo da vent’anni che tutte queste metriche sono solo fumo negli occhi, ma a dirlo è solo qualche informatico, cosa vuoi che ne capisca di “comunicazione”. Pubblicitari e marchettari d’accatto hanno costruito carriere intere sulla vendita di fumo, e legioni di imprenditori troppo presi per occuparsi del ROI li hanno finanziati.

E non basta.

Sappiamo che il 64% della pubblicità che compare sullo schermo non viene vista. Ma naturalmente viene pagata. (Ne parlo nel numero 14 del Master24 del Sole24Ore, che esce il 18 luglio.)

Presto, molto presto, questa bolla scoppierà.

~ di diegotech su maggio 23, 2012.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: